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Lombardia, battibecchi tra governatori e ministri che ricordano liti biascicate degli ubriachi nelle osterie

di Redazione #Lombardia twitter@milanonewsgaia #Politica

 

Con la Lombardia in ginocchio il Governatore Fontana riesce a trovare il tempo di battibeccare con il Ministro Boccia, colpevole di avere dichiarato a Maria Latella su Sky che “se l’autonomia è sussidiarietà è un conto, se l’autonomia è fare da soli perché si pensa di fare meglio la risposta è no, perché crolli. Nessuna Regione ce l’avrebbe fatta da sola, sarebbero crollate tutte”. Un discorso di chiarezza cristallina che significa, assai semplicemente, “da solo non può fare nulla nessuno”.

Attilio Fontana si deve essere sentito pungere nel vivo, per ragioni che ci sono oscure e che nemmeno ci interessano, perché questo virus farà piazza pulita anche di certe ragioni oscure, e si è inalberato invitando il Ministro Boccia a fare quello che Fontana chiama “il ragionamento inverso. Quale sarebbe la situazione nel Paese se le Regioni non avessero fatto fronte alla emergenza anche nella fase della sottovalutazione del rischio che ha attanagliato il Governo per giorni e giorni?”.
Va ricordato a Fontana il polemico che non fu il governo a dire che il Coronavirus era appena più pericoloso di un’influenza, fu lui, salvo poi andare in televisione a dire che “c’era chi trattava il coronavirus come una normale influenza”, ed è la Lombardia la Regione che – su spinta delle giunte leghiste – ha dato più impulso alla sanità privata, salvo trovarsi in ambasce quando questa epidemia è esplosa con una virulenza inimmaginabile per chi pensa di risolvere tutto con la prima idea che gli viene in mente e si sente onnipotente perché ritiene di potere risolvere tutto.

Fontana ha fatto l’offeso, è la cosa che ai leghisti riesce meglio.

“Trovo avventate e inopportune, soprattutto per quanto riguarda la Lombardia, le affermazioni del ministro Boccia”.

Il ministro Boccia ha così risposto dando fiato all’ovvietà che era già contenuta nella sua precedente dichiarazione: “Dire che in questa fase di emergenza Covid-19 nessuno ce la fa da solo non è una critica alle Regioni ma è semplice realismo. Nessuno ce la fa da solo. Nemmeno noi”. Tant’è vero che a Brescia andranno a lavorare trenta medici albanesi, provenienti da quella nazione di migranti che nell’orrenda narrazione leghista sarebbero la rovina dell’Italia.

Posto che ognuno decide di fare propaganda politica, e se farla, secondo i modi che gli sono più opportuni, gli sguaiati e giornalieri botta e risposta tra chi riveste posti di potere, a difendere un orticello piuttosto che un altro, mentre la gente muore in corsia devastata da un virus che ci avrebbe dovuto insegnare che non siamo onnipotenti, non aggiungono nulla alla politica, ma tanto all’orrore di vedere questi sempre più inutili rappresentanti del popolo [sic] scannarsi per un titolo sul giornale con manifestazioni che ricordano troppo da vicino le liti biascicate dagli ubriachi nelle osterie.

 

(29 marzo 2020)

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