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Guarda guarda, Attilio Fontana se la prende col governo…

di Giancarlo Grassi #Politica twitter@milanonewsgaia #Maiconsalvini

 

Bisogna pur dare la colpa a qualcuno, così il governatore Attilio Fontana che deve distogliere l’attenzione da un ospedale da 600 posti che di posti ne ha 24, per ora, se la prende col Governo Conte reo di non avere istituito una zona rossa a Bergamo quando era necessario, spalleggiato in questo da uno dei quotidiani d’assalto della famiglia Berlusconi, filoleghista contro l’evidenza,

Il quotidiano cita lo scorso 27 febbraio, quando Attilio Fontana si presentava in una diretta Facebook con il volto ricoperto da una mascherina. Erano passati appena due giorni da quando lo stesso Attilio Fontana aveva dichiarato all’ADN Kronos: “Situazione difficile, ma non così tanto pericolosa. Il virus è molto aggressivo nella diffusione, ma poi nelle conseguenze molto meno. Fortunatamente è poco più, non sono parole mie, di una normale influenza”. Era il 27 febbraio e Fontana vaticinava, diciamo…
Il quotidiano dimentica di citare il giorno in cui Fontana con la mascherina giocherellava, sempre su Facebook… Ché bisogna pur farsi due risate… Ma Fontana diceva il vero quando affermava che non era il solo a dire che il virus era poco più di una “banale infleunza”.

Accuse a tutti e a tutte le parti, soprattutto quelle che stanno al governo, sorrette dalle corazzate berlusconiane, che non spiegano come mai – se Fontana tiene così tanto alla salute pubblica da accusare Conte di non avere istituito una zona rossa a Bergamo (perché il governo pensava già di chiudere la Lombardia, ma è un dettaglio, e subito dopo la dichiarazione ci fu un fuggi fuggi generale dei cittadini da Milano e Lombardia che contribuì all’espandersi del contagio) – Fontana abbia deciso per l’inaugurazione pubblica dell’Ospedale da 21 milioni di euro che verrà demolito – quello il cui progetto iniziale parlava di 600 posti, poi 500 poi 350 e ora sono 24 (possiamo essere imprecisi nelle cifre e ce ne scusiamo, ma non nell’andazzo tutto leghista della storia), mentre a Bergamo l’inaugurazione è stata fatta, ma non certo in forma pubblica, non certo per proibizioni di Conte, non certo per veti di Fontana, ma semplicemente perché Giorgio Gori, che degli errori fatti si è reso conto, non ha voluto ripeterli. Al contrario di certa Lega.

Siamo quindi alla guerriglia politica guerreggiata mentre il paese è in preda ad una crisi senza soluzione, per il momento, i cittadini fuggono dalla quarantena, ritengono già – sulla base di notizie un minimo positive – di essere fuori dalla crisi e questo governatore della Lombardia insieme a troppi esponenti del suo partito ricorre a battibecchi tra governatori e ministri che ricordano liti biascicate degli ubriachi nelle osterie e che non servono nemmeno più agli obbiettivi politici leghisti che verranno devastati da ciò che sarà il paese dopo l’emergenza Coronavirus.

Questo mentre il segretario del partito delira di 500mila franchi regalati dalla Svizzera agli Svizzeri semplicemente firmando un foglio e cialtroni di ogni tipo, intervistati da ogni network radiofonico possibile, riescono a tranquillizzare la gente [sic] parlando di distanziamento sociale come unica soluzione al virus. O di ospedali per i quali non c’è nemmeno personale sanitario, soprattutto per quelli inaugurati in pompa magnaBergamo sarà funzionante dal 6 aprile.

Un paese demenziale che fa vergognare.

 

(4 aprile 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 




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