Home / L'Opinione Milano / “Gaiaitalia come te son capaci tutti di fare i giornalai”. Questa orribile mania di offendere i giornalai che fanno un mestiere degno

“Gaiaitalia come te son capaci tutti di fare i giornalai”. Questa orribile mania di offendere i giornalai che fanno un mestiere degno

di G.G. #Lopinione twitter@milanonewsgaia #Politica

 

E’ evidente che al signore in questione – è uno che spesso invia arguti e rispettosissimi commenti ai nostri articoli, dello stesso tenore di quello indicato nel titolo – non piace che noi esprimiamo la nostra opinione su come in Lombardia è stata gestita l’emergenza Coronavirus. Liberissimo. Del resto la creduloneria è uno stato non un’opinione. Poco invidiabile.

Siamo abituati agli insulti: in un articolo del 2016 ipotizzavamo un governo M5S/Lega ritenendo ci fossero molti punti in comune tra i due movimenti populisti e propagandistici che vanno a colpire la creduloneria popolare, così occupata a farsi prendere in giro dai titoli, da non avere capacità critiche sufficienti a capire chi e come glielo sta mettendo in quel posto. Fummo sommersi da insulti e offese.

E dopo le ultime elezioni si formò il governo più fascista della storia del dopoguerra con M5S e Lega. Il resto è noto. Come è noto che il signore continua a dispensarci le sue allegorie confermando ciò che diciamo da sempre: in questo paese si vota con la pancia e si commenta con l’ignoranza. Che non è un’offesa, è una condizione.

Il signore in questione si riferisce particolarmente ad un articolo sul Prof. Ricciardi – consigliere del ministro della Salute Speranza, pubblicato dall’ADN Kronos e da noi ripreso in parte – che dichiarava “In Lombardia l’epidemia non è mai finita” e dispiace che al signore che ci contesta chiamandoci “giornalai” come se fare il giornalaio fosse uno stigma o un disonore, sia sfuggito che in Lombardia l’epidemia continua con numeri di gran lunga superiori alla media nazionale e che per le superficialità della giunta di Fontana, le dichiarazioni e le azioni sbagliate, gli ordini che si trasformano in donazioni, i cognati che diventano presunti soci in affari, le questione delle Rsa che non si chiariscono e dichiarazioni come “La Lombardia ha retto bene” che sono fuori dalla realtà, non si riesca ad avere un’informazione giusta su ciò che sta succedendo.

Se il signore ci avesse contestato su un articolo nel quale scrivevamo che il Sindaco Sala ha ragione quando dice, in buona sostanza, che essendo la vita meno cara in calabria che in Lombardia ci dovrebbe essere disparità di trattamento economico tra le due regioni, non avrebbe scritto nulla, ma quando c’è incapacità di entrare nel merito, accanirsi è come sparare sulla Croce Rossa.

E se le ragioni delle opinioni del signore in questione sono chiarissime, basti vedere gli articoli che cita, ci stupisce il disprezzo che manifesta nei confronti della categoria dei giornalai, mestiere nobile che permette di acquistare i quotidiani anche a non li capisce, come ugualmente nobile è il mestiere del barista, una vera e propria forma di assistenza sociale, considerando ciò che gli tocca ascoltare.

Purtroppo oggi i bar sono pubblici e si chiamano social e le menti semplici, prima confinate in un bar, ora scrivono convinte di “sapere” e contestano convinte di “potere”. Ed è un bene anche per noi giornalai. Perché ci fa capire la natura profondamente ignorante, arrogante e politicamente inconsistente di troppo corpo votante che agisce come un tifoso anziché come un cittadino nelle cui mani sta il vero potere di cambiare le cose.

Lui, purtroppo, il cittadino, anziché usare le dita per stringere una matita e votare sensatamente – non importa se a destra, sinistra o al centro – sembra preferirne l’uso per ritagliarsi i suoi 10 secondi di gloria commentando un quotidiano di giornalai. Ed è anche fiero di offendere un’intera categoria che fa un mestiere degnissimo con un disprezzo immeritato.

 

(12 luglio 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 





 

 

 

 

 




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