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Il leghista presunto prestanome Luca Sostegni: “Scoperchio un pentolone che può danneggiarli”. E lo scoperchi

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di G.G. #Lombardia twitter@milanonewsgaia #Maiconsalvini

 

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Il presunto prestanome leghista Luca Sostegni continua a brandire la minaccia di scoperchiare “un pentolone”; lo scoperchiasse una volta per tutte così che si capisca come stanno le cose.  Naturalmente non per giustizialismo, ma per giustizia e per garantismo garantito. La crisi dei leghisti tra arresti, ricatti e minacce, piste svizzere e russe con Salvini che è “tranquillo”, tanto i colpevoli sono sempre i migranti, comincia a somigliare ad una telenovela della quale si farebbe anche a meno se le minacce non fossero serie. E la faccenda anche.

Intanto Luca Sostegni deve restare in carcere con l’accusa di peculato, estorsione e l’inchiesta vede indagati anche 3 commercialisti vicini alla Lega. Interrogato per oltre quattro ore lo scorso 19 luglio avrebbe fatto le prime ammissioni. Scrive Repubblica che Sostegni ha ammesso di aver chiesto denaro ai tre commercialisti – Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni, entrambi ex tesorieri della Lega in Parlamento, e Michele Scillieri, nel cui studio è stata registrata la lista “Lega per Salvini Premier” – ma perché aveva diritto a riceverli e non come un’estorsione per incassare il denaro in cambio del silenzio sull’operazione.

Scrive ancora Repubblica.

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L’operazione che portò la Lombardia Film Commission a comprare a prezzo gonfiato un immobile ha “natura sostanzialmente appropriativa, concretizzando di fatto l’impossessamento” da parte dell’allora presidente Di Rubba “e dei suoi sodali, del capitale giacente sul conto della fondazione, vincolato alla destinazione pubblicistica e versato alla società Immobiliare Andromeda”, gestita da Scillieri, scrive il gip Fanales nell’ordinanza a carico di Sostegni. E continua: il 9 giugno Sostegni “spiegava telefonicamente” a Scillieri, suo ‘dominus’, “come non comprendesse la ragione per la quale” Di Rubba e Manzoni “preferissero, per risparmiare ‘pochi soldi’, fare ‘scoperchiare il pentolone, che può fargli danni assurdi’.

Dai vertici leghisti, per una volta, silenzio tombale. A parte la dichiarazione di Salvini che risale a qualche giorno fa e che diceva “Sono tranquillo” Sostegni è stato arrestato dalla Guardia di Finanza mercoledì 15 luglio mentre stava per imbarcarsi su un aereo per il Brasile. Anche dal presidente della Regione Lombardia, alla quale fa capo la Lombardia Film Commission, quell’Attilio Fontana già provato da storie di Covid-10 e camici, non una parola sulla vicenda. Nemmeno troppo strano, per esponenti politici che commentano anche la velocità del volo di una mosca – dal loro punto di vista naturalmente – e che stanno zitti solo quando dovrebbero dire qualcosa.

 

(20 luglio 2020)

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