Aiutare Salvini a casa sua… O di come anche la Lega gli ha tolto i “pieni poteri”

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di Daniele Santi #Lopinione twitter@milanonewsgaia #Politica

 

E venne il giorno in cui anche la Lega gli tolse i pieni poteri; l’uomo che brandiva un mojito e vestiva le cuffie da deejay a fronte di tette prosperose gridando “datemi pieni poteri” ebbro di potere e di altro, è stato messo sotto tutela dalla Lega dopo che Zaia ha totalizzato il triplo dei voti della Lega di Salvini in veneto e che Salvini e la sua Lega nazionale [sic] sono precipitati nelle preferenze.

Basta dare un’occhiata ai social, ai gruppi che non sono formati dal fanatismo pro-Salvini pressoché autogestito, per capire che al Matteo Salvini dell’estremismo agitatore leggerissimamente eversivo le cose non vanno bene. Naturalmente lui minimizza, gioca ancora la carta del martire in vista del processo di Catania e quello di Palermo prossimo venturo, fa orecchie da mercante rispetto alle inchieste che scuotono la giunta regionale Lombarda con assessori e presidente presi a sberle dalle indagini; si incazza con le forze dell’ordine – ricordate quando l’ex-ministro dell’Interno si vestiva con le magliette della Polizia e dei Vigili del Fuoco? ecco ha già cambiato idea, perché le sue idee durano una vita – perché clonano lo smartphone della sua ex moglie che “contiene foto di mia figlia”, come se non fosse stato il suo staff ad esporre sua figlia alla pubblica esposizione. Grida “noi primo partito d’Italia“. Insomma, è cotto.

Lui, che è un camaleonte alla canna del gas, ha esultato gioiosamente* alla gestione collegiale della Lega perché “mi piace delegare” spacciandosi ancora per il Capo, ma la “gestione colelgiale” della quale lui parla a vanvera significa che capi non ce ne sono più e che come in ogni organismo democratico decide la maggioranza e basta guardare come sono andate le elezioni per capire che la maggioranza non farà certo capo all’uomo che sussurrava ai campanelli e rovinava l’esistenza a un 17enne.

Dunque assisteremo al lento trapasso del politico che aveva l’Italia in mano e ha perso tutto in dodici mesi, solo leggerissimamente in anticipo rispetto all’altro suo cugino di onnipotenza che esulta per la vittoria al referendum mentre i risultati elettorali lo seppelliscono.

Davvero una classe politica da invidiare…

…(attenzione, il prossimo tribuno possibile è l’ex generale Pappallardo che ha ricevuto l’ordine di fondare un partito dagli extraterrestri, non vorremo vedervi votare anche quello. Lo diciamo per voi e con tutto il rispetto…).

 

*esultare gioiosamente è una ridondanza, lo sappiamo. Ma al personaggio, ne converrete, si confà…

 

 

(27 settembre 2020)

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