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“Una vaccinazione ogni sette minuti”. Guido Bertolaso: un uomo, un cronometro

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di Daniele Santi, #Politica

E’ l’ultima sortita del Governo Lombardo delle Tre Grazie: Fontana, Moratti e Bertolaso (spiace, ma l’ordine alfabetico non è rispettabile, per evidenti ragioni gerarchiche), con quest’ultimo che dopo avere scorrazzato in Umbria al ritmo di “Niente lockdown in Umbria“, per “l’Umbria” ci sono ” diverse soluzioni”  – profezie più che opinioni, come si vede dalla situazione della regione che si contagia a ritmo di Lega – se n’è uscito con la vaccinazione a cronometro. Un cronometro vivente, insomma.

La proposta, ridondante quanto probabilmente inapplicabile, porta ad un paio di riflessioni: c’è da sperare (inutilmente, sappiamo come muore chi vive sperando) che sia applicabile, e vedremo come; toccherà rivolgersi agli dèi, quelli invisibili mica quelli in terra che c’è concorrenza, affinché il buon proposito non faccia la fine dell’ospedale da campo di Milano costato una follia e utilizzato da venticinque persone. Mentre a Bergamo morivano a frotte.

La tabella di marcia è da maratoneta: meno di due minuti per l’accettazione, tre per l’anamnesi, due o tre per la somministrazione vera e propria, non sappiamo se sia una dimenticanza – voluta o no – ma dall’elenco mancano gli organizzatori delle umane fila, frusta in mano, che fanno entrare un paziente ad ogni frustata.

Ma la domanda è un’altra: cosa succederà se una o più vaccinazioni richiederanno otto minuti o nove, anziché i sette previsti dall’uomo che è tutto un cronometro? Salterà l’impianto vaccinale della Lombardia tutta? Ce l’ha la Lombardia un piano vaccinale che vada oltre le iniezioni a cronometro di Bertolaso? E’ stato possibile verificare la puntualità di evacuazioni e corse al cesso per fare la pipì degli addetti? Quanto impiegheranno ad ogni minzione? Quale è la somma finale di tempo perso per umanissime necessità a discapito della sacra tabella di marcia del Bertolaso della Provvidenza voluto da Santa Letizia da San Patrignano?

Sono domande che non avranno risposta mai, o almeno non certamente prima della fine della vaccinazione, e che non pretendono di definire la bontà delle azioni dell’uomo voluto da Letizia Moratti nella repubblica delle cariatidi al potere, per un piano vaccinale che nelle indicazioni di massima rasenta il ridicolo più che la perfezione.

Ma Bertolaso è uomo capace. E nel bene e nel male, non lo è soltanto di far parlare di lui, ma anche di lasciare spazio ad altri se le cose non vanno, quando non lo allontanano direttamente come successo in Umbria. Tanto qualcun altro che gli affida un piano sul quale fare dichiarazioni roboanti lo trova sempre.

 

(9 febbraio 2021)

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