“Se si ammala un lombardo vale più di un laziale”: il leghista Ciocca che brandiva una scarpa sul vaccino anti-Covid

di G.G. #Lopinione twitter@milanonewsgaia #Maiconsalvini

 

Non poteva certo dire “Se si ammala un lombardo vale più di un terun” o di un negher così si è limitato a contrapporre il territorio che ospita la “Roma ladrona” dove la Lega gozzoviglia politica al sacro territorio lombardo chiosando, evidentemente per necessità, “il Lombardo vale più del laziale” e quindi “Non è pensabile che la Lombardia, che ha il doppio degli abitanti del Lazio, possa ricevere meno vaccini” perché sarebbe “clientelismo territoriale”.

O piuttosto la pessima organizzazione della Sanità in Lombardia della quale sarebbe responsabile la giunta Fontana, giunta leghista. Ma il leghista Ciocca si guarda bene dal dirlo.

L’europarlamentare salviniano non è nuovo ad uscite geniali. Ricorderete lo straordinario “Coronavirus più diffuso in Francia e Spagna” perché noi “italiani siamo più puliti”, affermazione che sottintenderebbe che oggi siamo primi in Europa per numero di morti perché ci laviamo meno?

Se “si ammala un Lombardo vale più di un laziale” perché la Lombardia è il motore economico del paese, come dimostrerebbe anche l’affare Lombardia Film Commission se non si trattasse di questioni strettamente private (con soldi pubblici) tutte interne alla Lega, e quindi tocca parlare da economisti – ad averne la cultura – e non soffermarsi su chincaglierie inutili come il valore della vita umana in quanto tale o dell’onestà come valore.

Del resto stiamo parlando di Leghisti mica di illuminati filosofi che diano valore all’essere umano in quanto essere umano.

 

(18 dicembre 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 





 

 

 

 

 




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