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Dal conto del commercialista vicino alla Lega arrestato, 2400 euro al mese al fedelissimo di Matteo Salvini

di Daniele Santi #Politica twitter@milanonewsgaia #Maiconsalvini

 

Scrive La Stampa di soldi raccolti dal sistema di società riconducibili ad “Andrea Manzoni e Alberto Di Rubba, i due commercialisti bergamaschi ai domiciliari per l’inchiesta sulla Lega, sono serviti per pagare anche quello che appare come un vero e proprio stipendio a funzionari del partito”.

Il quotidiano torinese cita un rapporto “dell’Uif di Bankitalia, agli atti dell’indagine milanese, che analizza in dettaglio i rapporti bancari dei vari soggetti coinvolti nella vicenda”. Secondo il quotidiano di Massimo Giannini dal rapporto emergerebbe come “Manzoni abbia pagato per tre anni (dal 2016 al 2018) tramite un suo conto personale una sorta di stipendio mensile a Giovanni Malanchini, bergamasco anche lui, responsabile dal 2015 degli enti locali della Lega Nord-Lega Lombarda“.

Segue La Stampa:

Il conto personale di Manzoni era alimentato a sua volta, nella stesso periodo di tempo, da bonifici provenienti da Studio Dea, Studio Cld e Sdc srl. Studio Dea è la vecchia denominazione dello studio di Manzoni e Di Rubba. Le altre due società, secondo le ricostruzioni degli inquirenti milanesi, sono servite essenzialmente a veicolare fondi, in alcuni casi senza una effettiva operatività. Da queste tre società sono arrivati sul conto di Manzoni, con 20 diversi bonifici, oltre 289 mila euro tra marzo del 2016 e aprile 2018. La maggior parte, 211 mila euro, è arrivata dalla Sdc srl. Sullo stesso conto sono registrati anche bonifici in entrata per 157 mila euro dalla Lega Nord e, nel solo 2018, due bonifici per 20 euro totali dal gruppo parlamentare Lega Nord-Salvini Premier, per il quale Manzoni svolge l’incarico di consulente amministrativo.
Interpellato, Malanchini spiega che «si tratta di prestazioni professionali effettuate per conto di Manzoni tra il 2015 e il 2018, a fronte di un preciso incarico. È tutto verificabile». Malanchini è una figura centrale negli organigrammi della Lega salviniana. Descritto come un fedelissimo dell’ex ministro, è stato in passato sindaco di Spirano (Bergamo). Nel 2018 è stato eletto al Pirellone e subito dopo nominato segretario del consiglio regionale. Viene descritto come uno degli “angeli custodi” salvininani del governatore lombardo, Attilio Fontana e lavora fianco a fianco con l’ex compagna di Salvini, Giulia Martinelli. Nei giorni scorsi Malanchini ha accompagnato Salvini, con altri eletti della Lega, nel suo tour elettorale nei comuni della bergamasca che sono chiamati al voto in questa tornata amministrativa… (…)

Secondo l’articolo si tratta

di un conto personale di Manzoni a effettuare i pagamenti, il rapporto sottolinea come sia stato utilizzato anche per investimenti in titoli e trasferimenti alla moglie dello stesso Manzoni.(Segue)

L’indagine è relativa alla questione legata alla Lombardia Film Commission che ha visto ai domiciliari tre commercialisti vicini alla Lega di Salvini citati dal quotidiano torinese e vede oltre al Manzoni, anche il coinvolgimento del direttore amministrativo della Lega al Senato, Antonio Di Rubbia che nelle parole della teste Cappellini, ex assessora alla cultura della Regione Lombardia, la cui dichiarazione è stata messa a verbale, è uomo di fiducia di Matteo Salvini.

Il nome di Di Rubba circolava come quello che doveva mettere a posto i conti della Lega, e non solo di Film Commission. Se ne parlava come uomo della svolta, per competenza e serietà. Era uomo di stretta fiducia di Salvini, faceva parte del suo entourage e gli incarichi che poi ha ricevuto all’interno del partito costituivano dimostrazione di queste voci”.

Il pentolone si è scoperchiato dopo l’arresto di Luca Sostegni, fermato dalle Forze dell’Ordine mentre stava per imbarcarsi con destinazione Brasile. Il leader Matteo Salvini, da parte sua, ha messo la museruola alle dichiarazioni roboanti ed ha pensato bene di limitarsi a dichiarare la sua “fiducia nella Magistratura”, fiducia che condividiamo. Certo che faranno piazza pulita di certo malaffare.

 

(23 settembre 2020)

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